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1/9/2007 La mia favola per voi...Una striscia di mare… una delle tante baie del sud… Ero rivolto verso la riva, guardando lontano... spingendo il mio sguardo su quella figura che si stagliava la dove mare e terra si fondono e si baciano… Una bianca nuvola si levò gonfiandosi lentamente alla timida brezza notturna di fine estate… Vidi una leggera scia scriversi sulla superficie del mare ed in lontananza una luce intermittente lontana sulla costa rocciosa: era il saluto di un melanconico faro. Camminavo a piedi nudi sulla sabbia verso quella figura lontana, Avanzavo piano, mentre la luna si faceva sempre più grande ai nostri occhi… Una magnifica ragazza, pressappoco un angelo… le gambe lisce salivano fino ai fianchi rotondi e dolci, coperti da un svolazzante vestitino chiaro che scendeva come una larga gonna fino ai polpacci e che si schiacciava aderendo all’ addome che s’arcuava appena sulle natiche, salendo verso le spalle su cui la veste s’arricciava… Il suo viso, rotondo e roseo, ridendo si apriva… accompagnando le docili curve delle sue labbra rosse che si accoccolavano in due piccole fossette; gli occhi splendevano lucenti, ad onta del loro colore celeste chiaro: in quegli occhi avevo quasi timore di guardare, ma inevitabilmente soccombevo ed in essi mi perdevo… le sottili sopracciglia nere erano un leggero tratto di matita sulla sua fronte sottile e liscia… la dolcezza e la purezza di un viso angelico; i capelli biondi, ondulati e lunghi, si poggiavano come piume sulle spalle, e lungo la schiena si arricciavano appena… A me cominciavano a brillare gli occhi nel tepore dell’aria di mare, nell’oscurità di una notte illuminata da una luna piccola ma enormemente gialla… La guardavo mentre lasciava che il vento sollevasse i suoi capelli lunghi… lo sguardo languido e malinconico, gli occhi chiari e scintillanti…. Non si muoveva, sembrava apparsa lì dal nulla, statuaria e immobile; distolse lo sguardo dall’infinito e posò i suoi occhi su di me… impercettibilmente mosse le labbra in un movimento palesato solo dalla scomparsa nei suoi occhi della malinconia iniziale… fu così che mi invitò a seguirla… Camminammo a lungo, seguivo ciecamente quell’angelo che sembrava camminare nell’aria sui suoi passi leggeri, carezzando la sabbia con le punte dei piedi nudi… Giungemmo in una lingua sottile di terra sulla quale nasceva una rada erbetta mischia di colori tra il verde e il giallo, rischiarata da un piccolo focolare tanto vago da parer persino un fuoco fatuo, vibrante e azzurrognolo… si sedette accanto al fuoco dispiegando la veste con le mani e stendendola sull’erba soffice; mi fece segno di far come lei… Fu allora che, meravigliosamente e improvvisamente, come un arcobaleno nel cielo brumoso e profumato, si dispiegò un sorriso abbacinante, sconvolgente e infinitamente triste, racchiuso in due minuscole fossette. Così mi sedetti al suo fianco: avevo trovato la VITA… |
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